È arrivata l’ora delle scatole nere per le auto

La scatola nera è un dispositivo elettronico, dotato di gps, che viene inserito all’interno delle autovetture. Questo accessorio permette di localizzare facilmente l’auto in caso di smarrimento, furto o incidente stradale. Il montaggio di questo accessorio consentirebbe di mettere la parola fine alle truffe assicurative, generando un vantaggio sia per le assicurazioni che potranno disporre di un collegamento gps con l’automobile sia per i conducenti che otterranno polizze più basse. Lo svantaggio della black box è il suo violare la privacy degli automobilisti, i quali, avendo un gps all’interno del proprio veicolo, saranno costantemente rintracciabili. Il vantaggio di questo dispositivo elettronico è quello di permettere una rapida localizzazione della stessa auto in caso di furto, smarrimento o qualora ci sia bisogno di un rapido e tempestivo soccorso stradale in caso di incidente. A livello di sicurezza questo componente può rivelarsi molto utile anche per le forze dell’ordine, in grado di “sorvegliare” i mezzi che circolano in strada. Grazie alla scatola nera aumenterebbe anche l’efficienza dei controlli, consentendo di non impiegare troppa forza lavoro. Il gps permetterebbe, inoltre, di ricostruire senza fallimenti la dinamica degli incidenti, rendendo facile la determinazione delle rispettive responsabilità del sinistro.

Revisione auto: quali novità per il 2018?

La revisione auto, a partire dal 2018, subirà notevoli cambiamenti con l’introduzione del Certificato di Revisione, il quale, tutelerà il consumatore contro i casi di frode in seguito all'acquisto di macchine usate. Il documento presenterà alcuni dati importanti come i chilometri percorsi dall’auto che potranno essere consultati sul Portale dell’Automobilista, indicando il tipo di veicolo e la sua relativa targa. In questo modo potremmo finalmente dire addio alle pratiche dello "schilometraggio". La direttiva lascia ampia libertà agli stati membri per quel che concerne la frequenza delle revisioni; ogni paese stabilirà autonomamente se adottare o meno tempi più brevi nella revisione di alcuni veicoli in particolari condizioni come quelli che sono incorsi in un incidente, che hanno sistemi ambientali e di sicurezza modificati, che hanno superato la soglia dei 160.000 km e che sono considerati a rischio stradale. Salvo eccezioni, quindi, la frequenza dei controlli originaria non subirà variazioni: il primo controllo dovrà essere effettuato a quattro anni di distanza dall’immatricolazione e i successivi ogni due anni. La direttiva è stata criticata in merito proprio alla frequenza delle revisioni. Il sistema per proteggere i consumatori contro i casi di frode varrà soltanto per i veicoli con più di quattro anni, cioè dopo lo scatto della revisione obbligatoria. Nel periodo antecedente il proprietario del veicolo in vendita potrebbe tranquillamente attuare la pratica dello “schilometraggio”.